Emanuele Giuffrida

Emanuele Giuffrida nasce a Gela ma vive e lavora a Palermo.
La sua perizia tecnica è indirizzata all’esplorazione di una realtà prosaica, ma sottilmente disturbante, fatta di luoghi spogli e disadorni come sale da biliardo abbandonate; bagni pubblici; interni di pompe funebri; corsie d’ospedale o spazi d’attraversamento rischiarati dalla fredda luce delle lampade al neon.
In questa sorta di geografia del disagio esistenziale, che forse allude alla transitorietà della condizione umana, compaiono solo rare, solitarie figure.
Nelle opere recenti, gli interni dipinti dall’artista si fanno più rastremati ed essenziali e allo stesso tempo più perturbanti, mentre, parallelamente, lo stile espressivo appare più asciutto e controllato rispetto alle prove precedenti.
Anche l’elemento ironico, evocato dai titoli delle sue opere, è una novità: Selfpotrait with Bed, ad esempio, mostra l’artista in una stanza vuota e intento a spostare un letto pieghevole con tanto di cuscino e coperte. Study for “Glory Hole” mostra un dobermann che fissa un buco nel muro, un beffardo riferimento al set da film porno.

da – “La pratica della pittura. Perizia e ricerca nella Sicilia Contemporanea”
Ivan Quaroni